Il furto all'interno della stanza d'albergo testimonia la superficialità e la negligenza nei controlli da parte del personale. Di fronte alla prova dell'entità del danno da parte del cliente (bolla accompagnatoria che descriveva il contenuto delle valigie, trattandosi di un campionario di gioielli) il risarcimento deve aver luogo "a piè di lista" e non solo con valutazione equitativa. Cass. 4a civ., ord. n. 23520 del 17/11/2015

Correttamente eseguita dal medico la vaccinazione antitifica intramuscolare, che per un caso fortuito dovuto alla variabilità dell'andamento del nervo nell'individuo ne ha determinato la lesione, nessun risarcimento è dovuto da parte dell'ASL (Cass. Sez. III civ. sentenza n. 21177 del 20/10/2015)

Anche se il minore trascorre un ampio periodo di tempo (caso classico: il mese di ferie estive col padre) col genitore non collocatario, quest'ultimo è comunque tenuto a versare regolarmente il contributo mensile di mantenimento all'altro genitore. Il Tribunale di Milano chiarisce un equivoco di fondo: il contributo per il figlio è determinato a forfait per l'intero anno, e trattandosi di somma spesso rilevante si usa suddividerla in rate mensili, onde agevolare il genitore obbligato al versamento. Ecco perchè non rileva il fatto che magari il minore trascorra un intero mese con quest'ultimo: il contributo deve essere versato comunque (sentenza Tribunale di Milano 1/7/2015, che richiama la sent. Cass. n. 18869/2014)

Condannati il Comune di Milano e A.T.M. in base alla L. 67/2006 per discriminazione indiretta, a risarcire con 2.000,00 euro ciascuno un disabile che in ripetuti episodi aveva incontrato oggettive difficoltà nella fruizione dei mezzi pubblici (sia quelli di superficie, sia la linea metropolitana). (Ordinanza art. 702ter del Tribunale di Milano 20/11/2014)

Riconosciuto il diritto del datore di lavoro a tutelarsi dai comportamenti scorretti del lavoratore, quali ad esempio l'abitudine di chattare su Facebook durante l'orario di lavoro. Licenziamento dichiarato legittimo per la raggiunta prova della violazione, fornita attraverso la creazione di un falso profilo femminile con il quale il lavoratore risultava interagire in orario lavorativo (Cass. sent. n. 10955/2015).