"Volevo solo dire che il capo ufficio dell'anagrafe di ...omissis... è una persona maleducata che non conosce molto bene le procedure ...ed è una persona veramente ignorante sia nei modi che nelle parole. Se assumete personale così meglio chiudere": questo il post apparso sulla pagina Facebook di un Comune del Pavese, e che ha indotto il Tribunale di Pavia, con sentenza n. 468/2019, a condannare l'autore della diffamazione (e dell'oltraggio a Pubblico Ufficiale) al pagamento di un risarcimento pari a 5.000,00 euro

Il Tribunale di Rieti, con ordinanza del 7/3/2019, accoglie il ricorso della madre di due minori e inibisce alla nuova compagna dell'ex marito di postare su Instagram e Facebook le foto dei ragazzi. Per il Tribunale “l’inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate" sicchè appare imprescindibile il consenso non solo di uno, ma di entrambi i genitori.

Applicata la sanzione accessoria (a sanzione amministrativa o penale) della sospensione della patente di guida, è comunque possibile presentare istanza al Prefetto per ottenere un permesso di guida per determinate fasce orarie, principalmente per ragioni di lavoro. La necessità di spostarsi agevolmente da un luogo all'altro per l'esercizio della professione integra i gravi motivi richiesti dall'art. 218 comma 2 del Codice della Strada (ordinanze nn. 923-924/2018 GdP Terracina)

Una grave e improvvisa patologia rappresenta una causa di forza maggiore (quindi impossibilità totale ai sensi dell'art. 1463 codice civile) per il viaggiatore che abbia prenotato un pacchetto turistico all-inclusive, sicchè quest'ultimo ha diritto a vedersi rimborsato quanto versato all'agente di viaggio (sentenza Cassazione n. 18047 del 10/7/2018)

Confermato il decreto di sequestro preventivo disposto ad iniziativa della polizia giudiziaria, sull'ipotesi dei reati di maltrattamento e/o abbandono di animale. Ripetuti sopralluoghi avevano verificato l'assenza della proprietaria, che si era allontanata per una decina di giorni lasciando il cane incustodito nel giardino dell'abitazione. Cass. sent. n. 29894/2018