Dopo le decisioni di luglio dei Tribunali di Monza e Vercelli, giunge puntuale a settembre la conferma del medesimo orientamento da parte del Tribunale di Milano a favore della vaccinazione del minore, in caso di contrasto tra i genitori. Il caso vedeva la madre no-vax opporsi alle vaccinazioni obbligatorie della figlia 11enne, contro il diverso parere del padre. Quest'ultimo è stato quindi autorizzato a procedere anche nonostante il dissenso della madre della bambina. Per il Tribunale, le obiezioni della madre alle vaccinazioni obbligatorie, facoltative ed ai tamponi sono frutto di opinioni personali, ispirate da soggetti non riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, in parte proposte in modo fuorviante, ovvero basate su notizie non veritiere (Trib. Milano, Sez. IX civile, decreto 2/9/2021)

Ancora una decisione giudiziale a favore della vaccinazione del minore, in caso di contrasto tra i genitori. Il Tribunale di Vercelli, con decreto del Luglio 2021, ha autorizzato la vaccinazione di una ragazza, quasi 17enne, secondo il desiderio della stessa e del padre, medico, in contrasto con la posizione no-vax della madre. Un provvedimento del tutto analogo e praticamente coevo rispetto a quello adottato dal Tribunale di Monza, con decreto 22/7/2021, che autorizzava la madre ad assecondare il desiderio del figlio 15enne di vaccinarsi, nonostante l'opposizione del padre, che propendeva per la scelta no-vax. Secondo i Giudici, non si può prescindere dalla considerazione della volontà del minore, tenuto conto dell'età e del grado di maturità psicologica, e delle esigenze di salvaguardia della sua salute psicofisica, alla luce delle acquisizioni della comunità scientifica nazionale ed internazionale sull'efficacia del vaccino nella prevenzione della pandemia.

Condannato il MIUR per responsabilità contrattuale per l'inadempimento della scuola al dovere di salvaguardare l'incolumità degli alunni (nella specie, un ragazzo di terza media che, ripetutamente oggetto di vessazioni da parte di due compagni, sviluppava un disturbo post-traumatico da stress). Tribunale di Reggio Calabria, sentenza n. 1087 del 20/11/2020

Il Tribunale di Roma ritiene violati i principi di buona fede nell'esecuzione del contratto (art. 1375 c.c.) e di solidarietà (art. 2 Costituzione) da parte del locatore che non accetti di rinegoziare il canone dell'esercizio commerciale di ristorazione danneggiato dal Lockdown imposto per far fronte all'emergenza Covid-19. Su tale premessa, dispone la riduzione del canone del 40% per i mesi di aprile e maggio 2020, e del 20% per i mesi da giugno 2020 a marzo 2021 (ordinanza del 27/8/2020 sez. VI civile, G.D. Dr.ssa Grauso)

Gli alunni hanno il diritto di consumare pasti portati da casa in sostituzione del servizio di mensa scolastica. La preparazione domestica dei pasti ricade sotto il controllo dei genitori, e non è assoggettata alle normative in materia di igiene alimentare né a forme di autorizzazione sanitaria (TAR Lazio, sentenza n. 14358/2019)

Il Tribunale di Bari accoglie il ricorso d'urgenza di un uomo che chiedeva di ordinare alla propria ex la rimozione da Facebook delle foto che li ritraevano insieme. Dal momento che la pubblicazione di foto altrui richiede il consenso della persona ritratta, e che il consenso è revocabile in ogni tempo, i Giudici hanno accolto la domanda (ordinanza 7/11/2019 proc. 6359/17) e stabilito una penale di 2 euro al giorno in caso di ritardo nell'esecuzione dell'obbligo.

Per la Corte di Cassazione, contrasta con l'art. 79 L. 392/1978 ed è perciò nulla ogni pattuizione che attribuisca al locatore maggiori vantaggi rispetto a quelli previsti da norme inderogabili, sicchè non è valido onerare l'inquilino della completa imbiancatura dei locali a fine contratto, in quanto in tal modo si porrebbe a suo carico, di fatto, una spesa di ordinaria manutenzione (sent. n. 29329/2019)

Investimento al parco, dove un minore di 7 anni in sella alla propria bicicletta investe un bimbo di 4 anni che passeggiava tenendo per mano la madre. Frattura del gomito e danno permanente per il più piccolo, e risarcimento a carico dei genitori del più grande, per "culpa in educando", rei di non aver impartito al figlio un'educazione sufficiente ad impostare una corretta vita di relazione, e per "culpa in vigilando", non avendo svolto una vigilanza adeguata in relazione ad età, indole e carattere del figlio (Cass. ord. 24907/2019)